Archivi categoria: Economia

Il Veganesimo è una bufala

Fino ad un certo punto appariva trendy, perfino affascinante, ma ora sta prendendo una deriva aberrante e pericolosa. Se le star del veganesimo come Jaden Smith o Greta Thunberg vi sembrano malnutrite e malate, non vi sbagliate affatto, perché lo sono davvero, e non è il caso prendere loro come riferimento per la scelta alimentare vostra e dei vostri figli. La verità prima o poi verrà a galla, ma nell’attesa, non lasciatevi ingannare dal promo fuorviante dell’industria vegana.

I benefici di una dieta vegana possono essere solo di breve termine, e più che dalle presunte qualità “terapeutiche” degli alimenti vegetali, tali benefici sono causati dal fenomeno dell’ormesi, nel senso di un adattamento fisiologico ad una fonte di stress, che in quanto tale non dovrebbe mai essere eccessivo, in parole povere: “ciò che non ammazza, irrobustisce. Ma solo se non si esagera!”

La presenza di un intestino tenue doppio rispetto agli altri primati, l’estrema acidità di stomaco simile ad quella di altri mammiferi predatori testimoniano come l’uomo sia, per sua fisiologia, un carnivoro prevalente, con alimenti di origine vegetale che possono e devono solo svolgere una funzione integrativa nella dieta. Ne va della salute del nostro corpo e soprattutto del nostro cervello, di dimensioni doppie rispetto ai nostri “cugini” più prossimi come i gorilla e gli scimpanzé. A differenza di questi, infatti, il nostro apparato digerente è notevolmente sottodimensionato per una dieta vegetariana. In un raffronto con il gorilla, ad esempio, a causa di un intestino crasso dimezzato e un Caecum/appendice praticamente assente nell’uomo, ma sviluppatissimo invece nei gorilla (e in generale in tutti i mammiferi vegetariani), pur senza tener conto del maggior volume encefalico, l’uomo dovrebbe mangiare ogni giorno, tutti i giorni, una quantità di alimenti vegetali pari alla metà del suo peso corporeo, questo per garantire un adeguato apporto calorico e nutrizionale. Tuttavia, in una simile eventualità, l’accumulo di elementi tossici, stress ossidativi, infiammatori come ossalati, fitati, proteine vegetali tossiche (la più famosa è il glutine, ma anche le famigerate lectine), l’acido linoleico, etc. etc., ebbene l’accumulo in eccesso di tali elementi alla lunga distruggerà l’equilibrio cellulare dei tessuti corporei umani, e questo fino a causare malattie più o meno croniche, che a loro volta saranno prima o poi cause indirette di altre patologie acute in grado di troncare la vita umana.

Alla luce di ciò, ammesso poi che troviate comunque il tempo e la forza di volontà di ingerire 35-40kg di frutta e verdura al giorno, ogni giorno, non fareste comunque un favore alla causa etica del veganesimo, questo perché al pari dell’allevamento intensivo, la produzione di tutta quella quantità di alimenti vegetali significa dei danni per nulla inferiori, ma potenzialmente ben superiori perfino rispetto all’allevamento intensivo. Infatti, a meno che siate in grado di provvedere in maniera autosufficiente a tutta la produzione agricola di cui avete bisogno per l’intero anno, qualsiasi ortaggio che acquistate al supermercato significa una complessa filiera logistica durante i trasporti, dei costi industriali di produzione e imballaggi, una quantità innimaginabile di fertilizzanti e diserbanti chimici, di forza lavoro sfruttata nei paesi equatoriali (il 90% della frutta che mangiamo, non era affatto endemico, storicamente, negli attuali paesi di maggior produzione ), di terre sottratte alla vegetazione naturale etc etc. Con una dieta carnivora invece, per soddisfare il fabbisogno calorico, ma anche nutrizionale del corpo umano (incluso l’enorme cervello), bastano 400 grammi di alimenti di origine animale al giorno, con un risparmio inquantificabile in termini di sostenibilità e inquinamento.

Volete fare un piacere all’ambiente? Tornate ad essere carnivori, perché si spreca molto meno, e non va contro natura.

Il reddito dei cinesi 2009

Ho notato che un gran numero dei miei visitatori sono interessanti oltre che all’economia cinese, anche alla retribuzione dei cinesi. Ma qual’è realmente il reddito dei cinesi nel 2009?

Qualche anno fa scrissi un articolo in cui riassumevo il bilancio dell’operaio edile medio, oggi invece voglio offrirvi uno sguardo da vicino su quello che è la remunerazione non solo degli operai ma anche degli impiegati cinesi in una qualsiasi località di medio-alto livello.

Le retribuzioni di seguito elencate sono al netto di tutte le imposte, ma anche delle indennità e dei bonus che godono i dipendenti quali, bonus alloggio, previdenza integrativa, polizza medica integrativa, bonus trasporti e telefono (solo i dirigenti):
  • i Dirigenti da 5700 a 9800 Yuan mensili + bonus trasporti e bonus telefono
  • i Quadri da 2500 a 4700 Yuan mensili + bonus telefono
  • gli impiegati da 1700 Yuan a 2100 Yuan mensili
  • gli Operai da 960 a 1900 Yuan mensili
  • gli Addetti alla pulizia 900 Yuan mensili
  • autisti (in outsourcing) per 2500 Yuan al mese
Tutti i dipendenti a parte gli autisti sono pagati con 13 mensilità + premio di capodanno erogato in prossimità dello Spring Festival, Continua la lettura di Il reddito dei cinesi 2009

Economia cinese, le migliori città secondo Forbes

Ieri Forbes ha presentato a Shanghai le migliori città cinesi per gli investimenti dal punto di vista economico, selezionando 192 dei 652 maggiori centri censiti:

  • appare ormai evidente la parabola discendenti delle città-esperimento, che hanno avviato 30 anni fa il corso delle riforme, Qingdao, Shenzhen, Tianjing sono solo alcuni delle “grandi” sempre più soffocate da una parte nel congestionato traffico(non solo automobilistico) in costante aumento, dall’altro da una crescita del costo della vita (e dell’investimento) ormai ben superiore ai vantaggi che sono qui offerti.

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La verità sulla Cina in Africa

Mi chiedo cosa spinga la redazione di uno degli più autorevoli quotidiani italiani a pubblicare (o meglio permettere che sia pubblicato) una simile sciocchezza, un guazzabuglio di luoghi comuni, sconessi fra loro, una lista di considerazioni insensate, intrise di razzismo, intolleranza miste a ingenue contraddizioni.

L’articolo originale lo trovate qui: La Cina in Africa – Corriere della Sera

La Fabbrica del Mondo

Anno del Maiale per l'economia cinese

Da anni, la Cina si fregia con orgoglio l’appellativo di “Fabbrica del Mondo“. Recentemente però una più realistica visione pervade la critica economica cinese, raffredando le entusiastiche dichiarazioni dei media ufficiali. Molti cinesi cominciano infatti a domandarsi se tale appellativo debba davvero essere motivo d’orgoglio, oppure in realtà si sta tramutando in fonte di prossime ed atroci sventure.

“Un maiale si mette in società con una gallina per aprire un ristorante, per lo stesso quest’ultima produce le uova, mentre il primo fornisce la propria carne! Ma quando il maiale sarà completamente scarnificato, questa società avrà ancora ragione di esistere o no? “

Non è dato a sapere quanta carne è rimasta, né per quanto tempo ancora questa durerà. Di certo solo: meglio essere una gallina dalle uova d’oro che non un semplice maiale tutto d’oro, per quanto grasso possa essere.

Economia cinese 2006

Banconota da 100 Yuan, il taglio più grande del RMB
Con il suo deciso +10%, l’economia cinese del 2006 ha segnato di nuovo il primato mondiale della crescita. A dispetto di questo lusinghiero risultato però, si nasconde al giudizio del pubblico e del mercato un’ambigua realtà. A fronte di un aumento del fatturato del 20,1% infatti, l’utile lordo della produzione delle imprese statali-parastatali è aumentato solo del 18,2%, consolidando la tendenza già evidenziatosi negli ultimi tre anni di una diminuzione della crescita dell’utile di almeno 5 punti percentuali annui, un’altro segnale, dopo la sovvraproduzione, che rischia di mettere in seria difficoltà la competitività cinese. L’assenza di sbocchi per la piccola media impresa, unitamente al forte rallentamento della crescita degli utili monopolistici rappresentano per la Cina di oggi la più grande minaccia e sfida della sua economia.

Parità Yuan HK Dollar

Dopo un anno e mezzo di trend in discesa, il dollaro di HK ha raggiunto oggi per la prima volta nella storia la parità con il RMB. Profetizzata nell’ambiente finanziario cinese fin da tempi immemori, smentisce le altre grandi (pre)visioni degli economisti del secolo appena concluso:

1- Che le due monete si sarebbero unificate in una unica.
2- Che anche il salario medio in Cina avrebbe raggiunto la parità con Hong Kong

Apparte la superficialità ingannevoli dei numeri dunque, niente di ciò che rappresentavano le speranze/aspettative dell’ideologia economica cinese ha trovato conferma nella realtà. Se infatti è vero che la classe benestante ha ormai raggiunto il livello di HongKong, è altrettanto vero che questo è stato possibile soltanto a causa di un’iniqua distribuzione delle ricchezze, che ha portato i redditi bassi e medio bassi delle Rep. Popolare ad anni luce di distanza da quelli dell’ex colonia britannica. Il sistema finanziario cinese poi è così arretrato ed inefficiente, che sarebbe puro suicidio unificare le due monete. Senza dimenticare la corruzione dilagante continentale, come il caso che coinvolse lo scorso anno l’ex GM della China Construction Bank.

allarme deficit pensioni Cina

Un sondaggio condotto dalla China Yuth Daily rileva che il 77% dei 2.743 intervistati è contrario alla proposta di legge che vorrebbe rendere obbligatorio il limite minimo di età pensionabile. I lettori infatti ritengono che tale iniziativa del ministero del lavoro, non sia comunque sufficiente per fronteggiare il sempre crescente deficit del fondo pensione che si stima abbia raggiunto nel 2006 l’enorme cifra di 800 miliardi di RMB.
Non è da sottovalutare poi come sottolineano alcuni osservatori, che l’esercito dei pensionandi è uno dei più importanti contropesi per offrire un’occupazione alla ben più nutrita schiera dei lavoratori senza impiego.
Se aggiungiamo inoltre che oltre l’80% dei lettori ritengono che la voragine sia stata provocata dalle appropriazioni indebite dei funzionari corrotti, ci si può rendere ben conto come sia oggigiorno incandescente l’equilibrio sociale del paese di mezzo.

L’articolo completo dal sito di Chinagate

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Guangzhou Caput Cinae


Stando alle statistiche ufficiali, con un PIL totale di 623.600.000.000 Yuan, Guangzhou è diventato nel corso del 2006 la città cinese con il più alto PIL pro capite. Con infatti una popolazione totale di 9.9 milioni di abitanti di cui 7 residenti, la capitale della regione meridionale del Canton è la prima città della Cina continentale a vantare un PIL pro capite al livello dei paesi sviluppati, fissato secondo ad alcune convenzionali a quota 10.000$/annuo. Tuttavia, anche se lusinghiero, tale risultato non può essere soltanto motivo di vanto; infatti se raffrontato alla media nazionale di 1.703$ annui, si evidenzia con ancora più drammaticità lo squilibrio di crescita fra le regioni sviluppate e quelle arretrate .

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